Supponiamo di essere nel caso di uno scontro importante, con il conducente della macchina coinvolta nell' incidente che presenta le gambe schiacciate dal cruscotto e dal volante, diciamo in generale che e' schiacciato dall' avantreno del veicolo.
Una volta arrivati sul posto e preso conoscenza dello scenario dell'incidente, ci occuperemo della sicurezza dell'area dell'intervento, rischio d'incendio, illuminazione se serve, etc., di stabilizzare il veicolo e fin da subito, ci occupiamo della nostra vittima. Se il personale del Soccorso 118 non ha stabilizzato la vittima, un vigile ne stabilizzerà la testa fino al posizionamento del collare cervicale e KED, seguirà il bilancio vitale di concerto con il medico del Soccorso 118. Decidiamo quindi di iniziare le operazioni di estricazione creando il migliore accesso possibile alla vittima.
dividiamo il lavoro in due fasi:
Quello che si è evidenziato negli ultimi anni, è che nei veicoli che subiscono un impatto frontale, il cruscotto, tende a spostarsi indietro verso l'abitacolo in modo uniforme, piuttosto che rovesciarsi in basso come si vedeva spesso su veicoli più vecchi. Questo è dovuto ad un diverso modo di assorbire l'energia dell'urto da parte dei veicoli più recenti.
Immaginiamo di avere quindi il veicolo stabilizzato e liberato degli sportelli (anche da un solo lato); partiamo dal concetto che ormai tutte autovetture sono costruite diversamente dai veicoli che erano presenti in strada dieci anni fa e che tutto ciò che costituisce l'insieme volante, cruscotto, airbag frontali e arredamento frontale, é ormai sorretto interamente da una barra trasversale orizzontale che dà supporto a tutte queste strutture.
se riusciamo in qualche modo a sollevare questa barra
trasversale, avremo liberato le gambe della vittima, in quanto tutte
le strutture ad essa connesse, si sposteranno di conseguenza. Il telaio
stesso delle autovetture moderne è ormai molto diverso ed evoluto rispetto
alle automobili delle generazioni precedenti.
Possiamo notare infatti, che il telaio è costituito da parti che hanno caratteristiche diverse tra loro, strutture e sottostrutture, con funzioni costruttive precise.
Cio che é importante ricordare, è che non possiamo intervenire con le cesoie su un punto del telaio rinforzato o duro, perchè il nostro utensile non ce la farà ad eseguire il taglio e nello stesso modo, non potremo agire efficacemente con il divaricatore tentando di aprire applicando la forza delle lame su due parti "morbide" perchè non reggeranno, deformandosi e strappandosi e non otterremo nessuno spazio utile al nostro obbiettivo.
Questo significa che dobbiamo per forza di cose, evitare di procedere a caso
o per tentativi
perchè cosi' facendo avremo solo perso tempo ed
eventualmente "rovinato" dei punti utili ad eseguire una tecnica
migliore e più efficace. Ci risulterà quindi indispensabile acquisire almeno
un'idea di massima di quali siano le parti "dure" e le parti
"morbide" che costituiscono la struttura dell'abitacolo delle
autovetture e dove sono posizionate.
Il punto cruciale di questa tecnica, si trova all'incirca compreso tra le due cerniere dello sportello anteriore. Come è possibile vedere in questo link, questa è una zona che noi potremo definire "morbida" e quindi noi potremo tranquillamente eseguire dei tagli con le cesoie.
Nella sequenza fotografica riportata qui sotto, potrete vedere passo per passo la manovra per effettuare il "dash-lift".
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Scenario ipotizzato:
urto frontale iniziale, seguito da un secondo urto nella zona posteriore del veicolo.
Vittima incastrata tra il volante ed il sedile. Presa in carico della vittima da parte del personale sanitario, estricazione ed evacuazione della vittima.
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