Dash roll

Dopo aver provveduto ad indebolire il telaio del veicolo con un taglio (o due, uno per lato) nel punto A, e dopo aver sezionato la parte alta dei montanti B ed il parabrezza, agendo con i cilindri oleodinamici, si ottiene un notevole allontanamento del cruscotto e del volante dal sedile.(clicca qui per vedere lo schema)

Questa tecnica è stata utilizza con successo per molto tempo e in alcuni posti viene ancora considerata valida ed è impiegata attualmente.

Diciamo subito che presenta degli aspetti positivi e negativi come tutte le tecniche, ma ciò che sicuramente non si può negare è che è un po' più macchinosa del dash-lift.

Prima di tutto è necessario che il veicolo di partenza sia equipaggiato di tutto il materiale necessario, compresi i cilindri oleodinamici, assortiti in diverse misure, per potersi adattare alle condizioni del veicolo, ed inoltre, che questi ultimi siano in numero pari o quasi, per poter eseguire le operazioni sui due lati contemporaneamente, nel caso in cui ci siano due occupanti incastrati.

Ricordiamo inoltre, che una volta posizionati, i cilindri resteranno al loro posto fino alla fine delle operazioni di soccorso e spesso, questi possono costituire un intralcio all'approccio e all'uscita della vittima dal veicolo una volta che è stata liberata.

Un accessorio importante è il "supporto angolare" o in francese "sabot" che andremo a posizionare nel punto C.

Questo elemento è stato introdotto in quanto spesso si è verificato che le lamiere dell'autovettura incidentata non reggevano all'azione del pistone, che applicava tutta la sua forza in un punto abbastanza ridotto (solo i pochi centimetri quadrati della faccia di appoggio del pistone).

Con questo dispositivo, che si adatta bene alla zona "d'angolo" della portiera, la forza che andremo ad esercitare, andrà a ripartirsi su una superfice molto più ampia e nello stesso tempo, il supporto stesso ci eviterà eventuali scivolamenti laterali del cilindro.

IMPORTANTE: questa tecnica è da considerare ancora di attualità soprattutto nell'ambito di operazioni di soccorso in incidenti stradali tra mezzi pesanti.

Parlando invece di aspetti negativi relativi alla messa in esecuzione di questa tecnica, si può dire che a seconda del tipo di veicolo in causa e ovvaiamente anche dal tipo di impatto subito, si possono verificare delle deformazioni non volute in seguito all'azione dei cilindri oleodinamici.

Spieghiamo meglio.

Una volta che tutto è stato preparato e azioniamo i cilindri oleodinamici, può succedere di constatare una deformazione progressiva del pavimento dell'auto (zona "tappetini") verso l'alto.

Questo è un fattore a cui bisogna ovviamente prestare molta attenzione, perchè sono assolutamente da evitare tutti quei movimenti che possono peggiorare l'intrappolamento dei piedi o delle gambe della vittima.

Proprio per questa ragione, si può cercare di intervenire quando è possibile, con un taglia pedali, oppure come abbiamo già detto, posizionando un cilindro di dimensioni ridotte in posizione centrale nei pressi della zona della leva del cambio.

Ricordiamo ancora una volta, che con l'evoluzione dei veicoli, non possiamo sapere sempre esattamente come la vettura risponderà alle forze che noi andremo ad applicare, quindi, oltre ad operare sempre gradualmente e con la massima atenzione, possiamo schematicamente riassumere la tattica da adottare in due soluzioni diverse:

  1. sollevare il cruscotto (dash-lift)
  2. spingere il cruscotto (dash-roll)

Variante

Se decidiamo che sia più conveniente per noi spingere anzichè sollevare, potrebbe essere necessario "aggiustare" l'angolo di posizionamento e di lavoro del nostro cilindro oleodinamico verso una posizione più parallela al suolo.

Questa regolazione può essere fatta a diverse altezze a seconda della situazione e spesso può rivelarsi fondamentale per la riuscita dell'estricazione.

In ogni caso, la regola d'oro da ricordare sempre durante l'uso dei cilindri oleodinamici, è quella di essere sempre sicuri di scegliere i punti migliori su cui lavorare e di essere sicuri di spingere o sollevare lentamente, controllando che il movimento in corso non provochi ulteriore intrappolamento alle vittime coinvolte.

Per esempio può succedere che in seguito alla nostra azione di spinta, si verifichi un abbassamento del cruscotto dall'altro lato del veicolo (secondo occupante).

Questo è un problema relativamente nuovo a cui possiamo andare in contro, ed è dovuto al modo in cui la parte frontale dei veicoli di ultima generazione viene costruita.

Per evitare questo, può essere utile usare un altro cilindro oleodinamico dall'altro lato, oppure alternativamente, è anche possibile pensare di lasciare l'altra portiera in posizione quando possibile per dare maggiore robustezza all'intera struttura del telaio del veicolo.