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Incendio di pannelli fotovoltaici

Intervento su pannelli fotovoltaici

Conoscere il funzionamento dei pannelli solari e di altri mezzi di produzione d’energia per avere la procedura d’intervento più adatta.

Da qualche anno, diversi sistemi di produzione di energia appaiono sempre più spesso sul territorio nazionale. La sfida per i Vigili del Fuoco è quella di evolvere alla stessa velocità delle nuove tecnologie per adattare la propria risposta operativa. Il rischio indotto dai pannelli solari deve essere analizzato e controllato. La prima tappa consisterà nel cercare di capire come funzionano questi dispositivi, che possono essere installati sui tetti degli edifici, su facciate, terrazze, tetti di abitazioni individuali o su capannoni o strutture adibite a scopo lavorativo.

Il loro funzionamento è relativamente semplice. Il pannello "capta" la luce del sole e da qui inizia il processo di produzione di elettricità. Sotto l’effetto della luce, il silicio contenuto in ogni cellula fotovoltaica libera degli elettroni che generano a loro volta una tensione elettrica continua. Questa tensione prodotta, viene inviata attraverso dei cavi elettrici ad un inverter. Questo apparecchio, gioca un ruolo fondamentale: innanzi tutto serve a convertire la tensione continua (110 V) in tensione alternata (220 V). Secondo compito importante a carico di questo dispositivo, è quello di rilevare la presenza di tensione sulla rete pubblica di distribuzione. Questo perché in caso di interruzione della fornitura di corrente elettrica, l’inverter deve isolare il pannello fotovoltaico, impedendo che la corrente fornita dal pannello stesso possa alimentare la rete esterna.

Questo accorgimento tecnico è molto importante poiché’ quando la tensione viene ad essere sospesa sulla rete, ad esempio per operazioni di manutenzione, occorre evitare che la corrente generata dai pannelli solari venga inviata dai pannelli stessi verso la rete facendo correre dei rischi importanti al personale impegnato nelle operazioni di manutenzione.
In ogni caso, anche in una situazione come quella appena descritta, se qualcuno venisse in contatto con la corrente inviata dai pannelli solari, questo provocherebbe immediatamente l’apertura dell’interruttore differenziale di protezione dell’installazione.

Quello che invece rimane sempre, è l’invio di tensione continua a 110 V dalle cellule fotovoltaiche all’inverter.

Ipotizzando un caso generico di incendio di abitazione, come tutti sappiamo, uno dei primi gesti da effettuare è quello di togliere la tensione a tutto l’impianto elettrico dell’edifico interessato dal sinistro, ma questo non escluderà la presenza di corrente continua all’interno di un eventuale installazione di pannelli fotovoltaici presente sul tetto.
Quindi non si deve dimenticare che se il personale impegnato nelle operazioni di soccorso viene in contatto con i cavi che distribuiscono l’energia le conseguenze possono essere drammatiche. Questo tipo di situazione, purtroppo si è già verificata più di una volta sul territorio europeo.

Alcuni Corpi di Vigili del Fuoco in Europa, hanno cercato di mettere a punto delle soluzioni per poter interrompere la produzione di energia da parte dei pannelli solari, sia stendendoci sopra dei teloni, sia dirigendoci sopra un tappeto di schiuma come schermo isolante dalla luce solare (sempre che la schiuma non scivoli giù a causa dell’inclinazione del tetto! N.d.R.)
Ma se questi metodi possono essere messi in pratica facilmente su delle piccole installazioni, non sono pensabili per installazioni "più industriali", di maggiori dimensioni. Il primo R.O.S. deve tenerne conto al momento della sua ricognizione per poter minimizzare i rischi.

Va ricordato, inoltre, che a supporto della produzione elettrica dei pannelli solari, spesso si trovano degli accumulatori sotto forma di batterie al fine di immagazzinare provvisoriamente l’energia prodotta, con tutti i rischi che questi implicano in caso d’incendio.
Infine, è importante sapere che il pannello fotovoltaico stesso induce altri rischi: in caso di combustione, libera dei gas altamente nocivi, quindi obbligo di indossare l’autorespiratore da parte del personale intervenente.

Anche la necessità di creare un apertura di uscita per i fumi dal tetto (tecniche di ventilazione N.d.R.) in prossimità di un installazione fotovoltaica, deve essere ben calcolata, per non rendere troppo fragile la struttura del tetto e per non vedere crollare una parte o la totalità della copertura.
In effetti, se le istallazioni private possono avere un peso ridotto, le installazioni industriali, per il volume rappresentato, possono generare un peso complessivo importante di cui è indispensabile tener conto.

Queste nuove tecnologie andranno senza dubbio diffondendosi sempre di più nel prossimo futuro. I Servizi di Soccorso devono analizzarne il funzionamento, adattare le proprie metodologie di intervento e preparare al meglio il proprio personale.

Traduzione e commenti: Chiabrera F.
Verifica contenuti tecnici: Ing. Venturini W.
Fonte: Soldats du Feu magazine N.34 set/ott 2009

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