Come sappiamo, negli spazi chiusi il fumo presenta cinque aspetti pericolosi specifici:
In passato, la ventilazione consisteva nell'evacuare i fumi residui e veniva praticata principalmente nella fase finale dell'intervento, contemporaneamente allo smassamento dei materiali bruciati.
La ventilazione consiste nella sovrapressione ed il rimpiazzo dell'aria calda, dei fumi, della fuliggine e dei gas di combustione di un locale in cui si è sviluppato un incendio, con dell'aria fresca. La ventilazione può però entrare in una fase attiva della lotta contro l'incendio, per facilitare l'accesso/sopralluogo ai locali interessati e partecipare all'attacco all'incendio.
La ventilazione presenta quattro vantaggi principali:
La
ventilazione naturale è il principio dell'evacuazione dei fumi
naturale, il principio elementare più conosciuto, applicato su larga scala in caso
di incendi di immobili ad uso abitativo, locali commerciali o industriali.
Si tratta di una spinta provocata dalla differenza di gradiente di temperatura e di
densità tra l'aria fresca esterna, i gas e i distillati di combustione,
contenuti tra il punto di entrata e di uscita della massa d'aria.
Per ottenere il movimento delle masse d'aria, è necessario creae due aperture
al fine di creare una corrente d'aria.
Vantaggi:
Svantaggi:
La
ventilazione forzata consiste nell'impiego di un mezzo meccanico di
ventilazione. Si tratta semplicemente di aumentare l'efficacia della
ventilazione naturale. I principi sono esattamente identici.
Si può dunque dire che tutti gli effetti che si hanno impiegando la ventilazione
naturale, che siano positivi o negativi, impiegando la ventilazione
forzata saranno più importanti.
Vantaggi:
Svantaggi:
In funzione del flusso d'aria, sono possibili due metodi diversi: la "ventilazione orizzontale" e la "ventilazione verticale".
E' la
soluzione meno complessa. Consiste nell'avere il punto di spinta ed il punto di
estrazione allo stesso livello del focolaio.
Vantaggi:
Svantaggi:
E' la
soluzione piu' complessa da impiegare. Consiste nel porre il punto di spinta
nella parte inferiore dell'edificio, ed il o i punti di estrazione nella parte
alta dell'edificio. Il rischio di poter propagare il focolaio alle zone non
coinvolte originariamente é abbastanza alto. Una ricognizione dei locali e la
comprensione del percorso esatto dei fumi sono indispensabili.
Vantaggi:
Svantaggi:
Esistono due metodi distinti: la ventilazione per depressione (detta anche a pressione negativa) e la ventilazione per pressione positiva.
Questa tecnica di
ventilazione forzata, consiste nel porre il volume interessato dall'incendio in
depressione, aspirando i gas che sono presenti all'interno dei locali e
rigettandoli all'esterno.
Vantaggi:
Svantaggi:
Consiste
nell'inviare dell'aria all'interno di un volume. Si parla di messa in
"sovrapressione", da cui è stato preso il nome di Ventilazione
per Pressione Positiva.
Quest'aria può essere soffiata direttamente nel locale o dalla porta di
ingresso dell'immobile. La sovrapressione si propaga inseguito attraverso tutto
lo stabile fino al volume interessato dall'incendio. Il rapporto teorico tra la
superficie dell'apertura di spinta (ingresso) e la superficie dell'apertura
di uscita deve essere compresa tra 0,75 et 1,5 se si vuole ottenere la
sovrapressione voluta. Esempio: per un'apertura di ingresso di 2 mq (porta
classica), l'uscita deve avere una superficie compresa tra 1,5 mq e 3 mq (come
ad es. una o due finestre...)
Vantaggi:
Svantaggi:
Prima che il processo di ventilazione forzata per sovrapressione sia in azione, l'apertura di ingresso deve essere protetta da una coppia di operatori equipaggiati di autoprotettore.
Il personale deve assolutamente portare il proprio equipaggiamento di protezione (D.P.I.) completo ed in ordine. Deve inoltre avere a disposizione una lancia a getto variabile alimentata.
Questa lancia deve essere impiegata per raffreddare i fumi ed i gas di combustione al momento della loro uscita all'esterno ma, in nessun caso, il getto d'acqua nebulizzato dovrà penetrare all'interno dell'apertura stessa.
Questa azione comprometterebbe il regime di corrente d'aria esistente e rischierebbe, per apporto di aria fresca, di creare un rischio importante per gli operatori impegnati all'interno della struttura, spingendo fumi e gas caldi proprio nella loro direzione.
Si tratta
esclusivamente della ventilazione dei locali che non sono interessati
dall'incendio, proprio per proteggerli dai fumi e dai gas caldi.
La tattica difensiva consiste in una messa in pratica della ventilazione:
Vantaggi:
In questo caso,
la ventilazione é utilizzata come metodo di lotta vero e proprio. Consiste in una
ventilazione diretta dei vani in cui si sviluppa l'incendio ed ha quindi un
effetto diretto sulle fiamme. E' fondamentale che il volume d'aria
"soffiato" sia molto grande in rapporto alle dimensioni
dell'incendio.
Questo metodo permette:
La tattica offensiva consiste in una messa in pratica della ventilazione: vicino al fuoco immediatamente all'arrivo della squadra sul luogo del sinistro contemporaneamente alle operazioni di salvataggio e allo stendimento delle tubazioni Poco dopo l'arrivo dei soccorsi, dopo una ricognizione preventiva, se del fumo fuoriesce da un'apertura sulla facciata, la tattica della ventilazione offensiva puo' essere rapidamente messa in opera sotto forma di ventilazione orizzontale per messa in sovrapressione dei locali.
Vantaggi:
Svantaggi:
Caso
particolare:
La ventilazione eseguita tramite il getto della lancia verso l'esterno Se i
mezzi di ventilazione meccanici non sono disponibili, e se il personale disponibile
lo permette, il responsabile delle operazioni di soccorso puo' dare il compito
ad un vigile di ventilare dei locali per mezzo della propria lancia.
Il fenomeno che si sfrutta, appartiene al sistema di "venturi" ed
accelera l'uscita dei fumi.
Principio:
sfrutta l'effetto "venturi" creato da una lancia a getto variabile
diretta verso l'esterno di un'apertura;
Rischi:
danni da "troppa acqua" e gelo in inverno;
Limiti:
occupa un vigile, risorse idriche;
Messa in pratica:
il getto deve essere aperto circa all' 80-90% più la portata é alta, più
l'effetto venturi é forte chiudere le altre finestre tenere la lancia a circa
60 cm dall'apertura.
Prima di mettere in pratica qualsiasi metodo di ventilazione, é indispensabile procedere ad una ricognizione approfondita dei locali interessati direttamente e indirettamente dall'incendio.
é sempre necessario avere almeno due aperture. Scegliere le aperture in modo che siano una opposta all'altra e ad altezze diverse é di fondamentale importanza. L'apertura al livello inferiore serve da entrata per l'aria fresca e la seconda ad un livello superiore per l'uscita. Prima si provvede ad effettuare l'apertura di uscita e poi quella di entrata. Questa sequenza é da rispettare imperativamente per garantire la sicurezza degli operatori. Le due aperture devono per forza essere presenti, indipendentemente dal tipo di ventilazione che verrà scelto.
se siamo in presenza di vento forte sulla zona dell'intervento, questo potrebbe bastare a darci una corrente d'aria sufficiente, senza dover impiegare ventilatori. Ovviamente però la ventilazione si dovrà sempre fare nel senso del vento dominante al fine di poter approfittare dei suoi effetti. Il vento può inoltre ostacolare o annullare completamente gli effetti di mezzi meccanici di ventilazione se malposizionati.
La decisione di impiegare la ventilazione forzata presenta delle conseguenze dirette sia sulla sicurezza degli intervenenti e dei coinvolti, che sulle risorse umane disponibili e dei materiali. Se il responsabile delle operazioni di soccorso decide di mettere in pratica la ventilazione forzata, le squadre che si trovano all'interno devono assolutamente esserne informate da subito. Un'attenzione ancora maggiore sarà da portare nei confronti del personale che é impegnato ai piani superiori nel caso in cui verrà impiegata la tecnica di ventilazione positiva. Il personale impeganto all'interno dei locali, deve poter comunicare con il R.O.S. in merito alle condizioni presenti, all'evoluzione dell'incendio e sull'efficacità della ventilazione stessa.
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