Qui di seguito, parleremo della tecnica di attacco all'incendio detta "pulsing" and "penciling". In generale, questa tecnica è utilizzata in occasione di incendi di locali poco o non ventilati.
I termini "pulsing" e "penciling" stanno ad indicare un uso specifico della lancia con acqua nebulizzata o con getto pieno.
Prima di approfondire l'argomento, è doveroso premettere che questa tecnica è realizzabile efficacemente solamente con l'impiego di lance di tipo "americano", cioè provviste di maniglia superiore.
Nell'incedio di un locale confinato, ci sono due tipi di combustibile.
Il combustibile allo stato gassoso (fumi e prodotti della combustione) e il combustibile allo stato solido (arredamento ecc).
Il combustibile allo stato gassoso al quale ci siamo già confrontati al nostro arrivo durante l'approccio al locale incendiato, è comunque presente anche all'interno del locale stesso in prossimità del soffitto ed i materiali solidi presenti nel locale stesso, sono avvolti dalle fiamme e sono di fatto i generatori del combustibile allo stato gassoso.
Una volta all'interno del locale, sarà necessario "lavorare" su entrambi i tipi di combustibile. Il problema principale a cui andremo in contro è rappresentato dalla produzione di vapore acqueo.
Sappiamo che un litro d'acqua a 100 °C produce circa 1700 litri di vapore, ma nella realtà del nostro incendio le cose si svilupperanno diversamente: il vapore è un gas e quindi si comporterà come tale aumentando di volume con l'aumentare della temperatura dell'ambiente in cui si trova. Durante un incendio ci sono poche probabilità che il vapore venga prodotto ad una temperatura di soli 100 °C, ed infatti, ad esempio a 400 °C, un litro d'acqua produrrà all'incirca 3000 litri di vapore, quindi tre metri cubi. Sarà quindi sufficiente una minima quantità d'acqua per trasformare il locale in una vera "pentola a pressione".
A tutto questo, va ricordato che l'umidità accresce enormemente la percezione del calore.
Il personale impegnato nell'incendio rischia dunque ustioni da contatto col vapore sviluppatosi all'interno del locale.
Dato che abbiamo detto che la ventilazione è inesistente o insufficente, dobbiamo optare per un attacco all'incendio che produca meno vapore acqueo possibile: questo è l'obbiettivo dell'attacco denominato "pulsing and penciling" alternato.
Ecco come si procede per raffreddare i gas/fumi sul soffitto:
Entrando nel locale incendiato, daremo due/tre colpi di lancia, sinistra, centro, destra. I colpi di lancia produrranno nuvole di gocce che raffredderanno lo strato di fumi sul soffitto proprio davanti all'operatore e che gli consentiranno di proseguire nell'azione.
Tutti e due i metodi sono efficaci, sta all'operatore scegliere quale usare. Il risultato sarà comunque lo stesso: una quantità d'acqua sarà riversata come da un "bicchiere d'acqua". Lo scopo è quello di evitare di centrare i materiali incendiati con il getto pieno e di riversare su di essi enormi quantità di acqua.
Con la superfice di contatto ridotta, l'acqua emessa a getto pieno, attraverserà l'irraggiamento dell'oggetto in fiamme cadendo sul materiale stesso, l'effetto sarà quello di diminuire la pirolisi.
Idealmente l'operatore dovrà agire sempre a getto pieno con piccoli colpi di lancia sempre nel medesimo punto del materiale in fiamme.
Immaginiamo per esempio un divano a tre posti, è preferibile attaccare da una parte laterale del divano, quella destra per esempio, inviando due/tre colpi di getto pieno.
In seguito ripeteremo gli impulsi sul soffitto, poi passeremo alla zona centrale del divano e così via...
Una volta che la zona trattata sarà ben inzuppata, la pirolisi sarà bloccata e non ci sarà ripresa del fuoco. Al contrario invece, se l'operatore dirigerà il getto alternatamente su ogni parte del divano senza inzupparne nessuna, il rischio di ripresasarà maggiore.
Il numero di impulsi in alto (pulsing) e quello di piccoli colpi a getto pieno in basso (penciling) dipenderà dall'intensità del calore. Inizialmente occorreranno più colpi in alto sui fumi contro uno o due soltanto a getto pieno sul combustibile solido, andando avanti, la tendenza potrà essere inversa.
Quando il getto pieno è diretto verso il basso, le gocce in sospensione generate dall'impulso resteranno ancora in aria dato che sono state prodotte da una piccola portata d'acqua che ha formato gocce di dimensioni ridotte.
Quando le fiamme saranno scomparse dal soffitto e i gas caldi non saranno più un problema, avremo la tentazione di concentrarci sul combustibile solido, è un errorre!
Finchè che alterneremo gli impulsi sul soffitto e i colpi di lancia sul combustibile solido, avremo meno vapore ed una visibilità migliore; al contraio invece, se interrompiamo gli impulsi in alto e ci accontentiamo di attaccare in basso, anche quando tutto sembra finito, ecco che la produzione di fumo bianco riprenderà.
Tutto questo risulta logico, in quanto la pirolisi difficilmente potremo interromperla completamente e l'acqua che arriverà sulle superfici calde produrrà inesorabilmente del vapore. Ma se invece continueremo a dare degli impulsi di lancia al soffitto, miglioreremo la situazione.
Fino a che le fiamme saranno presenti sul combustibile solido, le gocce di acqua presenti in aria emesse dagli impulsi saranno spostate per convezione e ci proteggeranno.
Ma quando le fiamme non ci saranno più, le gocce allora andranno fino al fuoco raffreddandolo direttamente, i gas di pirolisi sono dunque "diluiti" da queste gocce d'acqua che cadono sul focolaio.
In più, il vapore d'acqua che si innalza dal combustibile solido, arriva ad una zona che è ormai raffreddata ciò fa si che il vapore condensa e cade nuovamente sotto forma di gocce.
Oltre al fatto che evitiamo l'emissione e la propagazione dei gas di pirolisi (che comportano il rischio di ripresa dell'incendio o di smoke explosion), noi non avremo nanche più problemi di visibilità provocati dal vapore e ci sarà un ulteriore raffreddamento da parte dell'acqua che andra nuovamente a ricadere.
Il solo nconveniente di questa tecnica, è che necessita di un po' di pratica e di allenamento.
Vantaggi:
produzione di vapore estremamente ridotta, si riduce il rischio di sovrapressione, quindi nessuna propagazione dell'incendio a causa dei fumi, rispetto dell'equilibrio termico, è possibile preservare una buona visibilità durante le operazioni, si possono evitare i colpi di calori dovuti al vapore, quantità d'acqua impiegata limitata quindi riduzione dei danni provocati.....ed inoltre, questo metodo funziona bene sia nei locali chiusi che nei locali aperti.
Ovviamente, la tecnica di cui abbiamo parlato, si deve per forza adattare alle dimensioni del locale in cui ci troviamo.
Abbiamo detto che i "colpi di lancia" verso il soffitto avranno una durata di circa 1/4 di secondo, ma possiamo dire che questo varrà soprattutto per locali relativamente piccoli (per esempio, i colpi di lancia saranno particolarmente rapidi all'interno del container di addestramento tipo "hot fire training", proprio perchè ci troviamo in un ambiente chiuso di pochi metri quadri).
Per locali di dimensioni maggiori, aumenteremo la durata del getto di ogni colpo di lancia fino a durate di 1, 2, o 3 secondi, per poter arrivare un po' più lontano e per produrre una quantità di acqua nebulizzata in grado di provocare un'azione efficace anche quando la superfice de locale e l'altezza del soffitto aumentano.